about Pensieri, opininioni, testi e commenti "a ruota libera"...
Scrivono a rotazione (e in rigoroso anonimato) per noi in questo "diario": Emilio Fede, Vittorio Feltri, Giuliano Ferrara, Bruno Vespa, Michele Santoro, Enzo Biagi, Antonio Socci, Eugenio Scalfari, Mario Giordano, Il tizio con una pettinatura improbabile che faceva quel programma su raidue che non vedeva nessuno, la voce di Lucignolo e tanti altri che scopriremo poco a poco...
Oltre a questo, il blog qui presente funge da spazio per gli editoriali ufficiali di Dedication.it. |
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martedì, novembre 22, 2005
Chi ha scritto ciò è pazzo. Tratto dal comunicato stampa di un noto evento musicale che si terrà in questi giorni sul suolo italico: "Incontro con le rivelazioni le rivelazioni indie-pop (italiane) del 2005... L'Aura, Povia, Dolcenera, Simone Cristicchi, Pago, Alessio Caraturo...".
postato da munnezza |
19:04 |
venerdì, novembre 04, 2005
postato da munnezza |
02:43 |
mercoledì, novembre 02, 2005
La tigre e la neve Siccome non ho né il tempo né la minima voglia di sciropparmi film insulsi (ovvero il 99% delle "nuove uscite") e specificatamente film insulsi dell'ultimo Benigni, prendo in prestito l'ottima recensione apparsa su "Il Foglio" nei giorni scorsi a firma M.Mancuso e la faccio mia. Una recensione preventiva... professionale, eh?
«Ora che i due prestigiosi intellettuali Umberto Eco e Michele Serra sono scesi in campo per intervistare Benigni - sull'Espresso e sul Venerdì di Repubblica - la strategia promozionale è completa. E finalmente chiara nei suoi obiettivi. Primo: parlare di tutto tranne che del film, inteso come manufatto che dovrebbe stare in piedi da solo, senza il puntello delle buone intenzioni. Secondo: convincere gli spettatori che se non amano "La tigre e la neve", o magari ne escono infastiditi, sono cretini refrattari al richiamo della poesia. Terzo: stabilire che Nicoletta Braschi è una grande attrice, a prescindere dal fatto che ha una sola espressione dalla prima all'ultima scena, quando è in coma profondo e quando risorge. Umberto Eco chiacchiera con Benigni a Cinecittà, dopo una precisazione autobiografica fatta apposta per evitare il giudizio sull'opera. Scopriamo che Eco, all'uscita da una proiezione, ha difficoltà a dire se il film gli è piaciuto oppure no. Deve dormirci sopra una notte, poi raccontarlo a qualcuno per chiarirsi le idee. Metodo collaudato con L'avventura, e mai più abbandonato (se vi viene voglia di obiettare che le pellicole di Antonioni sono totalmente prive di una trama narrabile, è perché eravate distratti quando a scuola spiegavano la semiotica). Michele Serra intervista Benigni "in requie davanti a un piatto di spaghetti al pomodoro", mentre i giornali sul tavolino accanto scaraventano "La tigre e la neve" nel "calderone fumigante del dibattito". Il Serra-pensiero è all'opposto dell'Eco-pensiero: all'uscita dalla sala lo spettatore si trova nella migliore condizione per parlare del film (forse perché poi se lo dimentica). Scatta subito la guerra sul numero delle citazioni poetiche: "Eco ne ha riconosciute solo quattro o cinque, ma ce ne sono molte di più", spiega il comico, e giureremmo che mentre lo dice ha il ditino alzato, fiero di aver inventato il cinema con le note a fondo pagina. Poiché ormai abbiamo appiccicata addosso l'etichetta di partito anti-Benigni, ci siamo presi la briga di leggere le recensioni osannanti. Sorpresa: quasi tutte esaltano il comico e stendono un pietoso velo sul film, segno che la strategia ha funzionato perfettamente. Se avete deciso di vederlo - magari per verificare che è perfino peggio di come lo abbiamo raccontato - andateci preparati. La prima scena uccide. E fa rigirare Fellini nella tomba».
postato da munnezza |
01:39 |
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