about Pensieri, opininioni, testi e commenti "a ruota libera"...
Scrivono a rotazione (e in rigoroso anonimato) per noi in questo "diario": Emilio Fede, Vittorio Feltri, Giuliano Ferrara, Bruno Vespa, Michele Santoro, Enzo Biagi, Antonio Socci, Eugenio Scalfari, Mario Giordano, Il tizio con una pettinatura improbabile che faceva quel programma su raidue che non vedeva nessuno, la voce di Lucignolo e tanti altri che scopriremo poco a poco...
Oltre a questo, il blog qui presente funge da spazio per gli editoriali ufficiali di Dedication.it. |
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domenica, ottobre 31, 2004
postato da munnezza |
12:16 |
giovedì, ottobre 28, 2004
Avanguardie musicali Max Pezzali ha il difetto/la capacità (dipende dai punti di vista) di saper scrivere ottime strofe e pessimi ritornelli. Quando gli schemi del pop commerciale, della cui "scena" Pezzali fa pienamente parte, richiedono generalmente l'opposto. Ci troviamo, dunque, davanti ad un nuovo genio musicale? John Lennon ed Elliott Smith se la staranno a fare sotto da lassù, sicuramente.
postato da munnezza |
02:58 |
venerdì, ottobre 22, 2004
Ho visto cose che voi umani/2 Ho visto Giuliano Ferrara chiedersi, pervaso da quello che pareva essere sincero sconcerto, del perchè la maggior parte del popolo italiano non avesse una buona opinione del ventennio di dittatura fascista.
postato da munnezza |
01:08 |
Ho visto cose che voi umani/1 Ho visto un arbitro, evidentemente geniale, ammonire per perdita di tempo un portiere di una squadra che stava perdendo 2-0.
postato da munnezza |
01:04 |
mercoledì, ottobre 13, 2004
La gioventù In molti me lo chiedete, ma purtroppo non ho mai troppo tempo per scrivere dei "veri" editoriali (con "veri" intendo dire "attinenti agli argomenti trattati nel sito", in breve: musicali). Che dire? Da oggi mi ci metto di buzzo buono: nessuna promessa, ma cercherò di fare del mio meglio. Diciamo almeno un intervento a settimana. O quantomeno questo è il buon proposito... Intanto, guardiamo all'immediato e cominciamo con l'editoriale di oggi. Tema: due veloci riflessioni su Green Day (e relativo nuovo album), recensioni e dintorni.
1) E' sintomatico il fatto che sui Green Day ci siano almeno quattro recenti discussioni aperte nei vari forum del sito, mentre la maggior parte delle recensioni (spesso si parla di gruppi e di album molto interessanti, non meno di "American Idiot") non si possa fregiare neanche di un singolo commento. Non pretendo che frotte di persone si mettano a disquisire sul disco di Grant Olney, non è il caso e capisco bene certe dinamiche (che poi sono correlate al fatto che i Green Day escano per la Warner Bros. e Grant Olney per la Asian Man), però il disinteresse totale (apparente? speriamo...) per certe produzioni è altrettanto assurdo. Sia chiaro, non biasimo nessuno: è solo la presa di coscienza di un dato di fatto. La metto solo in evidenza e lascio a voi le riflessioni.
2) E' curioso notare come i Green Day nella loro carriera abbiano attraversato due fasi di popolarità diametralmente opposte. Nella prima - ci riferiamo indicativamente al periodo 1994-1997, quello di loro massimo successo - vituperati e osteggiati in maniera violenta e ingenerosa dalla "milizia punk": ricordo persino con un pizzico di nostalgia le inflessibili invettive dei NOFX, allora acerrimi nemici di Billie Joe e soci nonché capofila incontrastati del popolo crestato giovanile (che, accecato dall'ira funesta per i traditori, non si accorse neanche che Fat Mike continuava ad allacciare diverse collaborazioni con gli stessi Green Day...). Nella seconda fase - quella recente e recentissima - rivalutati fino all'esaltazione anche da buona parte di loro ex detrattori. Che oggi non sentono ragioni, e difendono con la stessa foga di un tempo quella posizione che qualche anno prima - ma guarda un po' - combattevano a spada tratta. Curiosa la vita, eh? Dopotutto la coerenza è la virtù dei cretini... e l'arma dei furbi. Chiedetelo a Giuliana Ferrara, a Oriana Fallaci, a Bondi e Ferdinando Adornato. Cosa? non sapete chi sono questi qui? Beh, meglio per voi.
Tornando al "Caso Green Day", direi che si possa riassumere così: esagerato prima, esagerato adesso. Forse sarebbe il caso di riportare tutto nell'alveo del buon senso. Ovvero: i Green Day sono un ottimo gruppo pop-punk, oggi come dieci anni fa. Ma non hanno inventato niente. Hanno un loro sound caratteristico, ma non sono gli unici ad averlo. Sono bravi, ma non sono i migliori in assoluto. Non scherziamo.
postato da munnezza |
01:49 |
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