about Pensieri, opininioni, testi e commenti "a ruota libera"...
Scrivono a rotazione (e in rigoroso anonimato) per noi in questo "diario": Emilio Fede, Vittorio Feltri, Giuliano Ferrara, Bruno Vespa, Michele Santoro, Enzo Biagi, Antonio Socci, Eugenio Scalfari, Mario Giordano, Il tizio con una pettinatura improbabile che faceva quel programma su raidue che non vedeva nessuno, la voce di Lucignolo e tanti altri che scopriremo poco a poco...
Oltre a questo, il blog qui presente funge da spazio per gli editoriali ufficiali di Dedication.it. |
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martedì, maggio 18, 2004
... I sogni sono fatti per sgretolarsi. Possibilmente ad un solo centimetro dalla propria realizzazione.
postato da munnezza |
02:14 |
lunedì, maggio 10, 2004
"Ma la nostra civiltà è più forte" Nel nostro Paese i tanti giornalisti illuminati - illuminati perché sostenitori della guerra (meglio se "infinita" o "preventiva"), nonché filo-Bush - hanno commentato che sì, le torture sono state un orrore, ma che comunque si è trattato solo di un incidente di percorso. E' una minoranza quella che si è macchiata delle sevizie. La maggioranza dei soldati è buona, ed è andata in Iraq a portare pace, bontà e prosperità. Ad ogni modo - continuano costoro - la nostra civiltà è più civile, perché fondata sulla democrazia e, quindi, in grado di denunciare gli abusi e isolare gli abusanti. A sostegno di questa formidabile tesi, i suddetti illuminati portano come bandiera il fatto che a denunciare gli episodi di violenza sono stati alcuni appartenenti alle stesse forze militari americane, giustamente disgustati dalle varie foto e dai filmati visionati. Insomma, noi siamo migliori perché abbiamo in mano gli strumenti della democrazia, che fa vincere sempre il bene. Bel discorso. Peccato che sempre agli illuminati di cui sopra sfugge un particolare fondamentale: le violenze sono state denunciate dagli stessi militari USA solo perché non potevano essere denunciate da nessun altro. La Croce Rossa internazionale lo aveva fatto a suo tempo, ma nessuno si era degnato di rispondere all'allarme. Oppure: ve lo immaginate voi l'irakeno detenuto che si lamenta di essere stato torturato? Con chi si lamenta? Con i suoi aguzzini? (ciò gli potrebbe garantire solo una dose supplementare di botte e umiliazioni). Con la stampa internazionale? (le testate pro-guerra censurerebbero all'istante, le altre sarebbero tacciate di orribile pacifismo). Con chi? Me lo spieghino lor signori, i commentatori illuminati. Stavolta c'è stato il militare buono (o pentito?) che ha "fatto la spia" ai superiori; le volte scorse non c'è stato nessuno. La prossima volta, non ci sarà nessuno. Ma è davvero così difficile da capire?
postato da munnezza |
00:24 |
mercoledì, maggio 05, 2004
Radio Italia solo musica italiana Nuovo singolo per Zucchero! ... E' praticamente uguale a tutti i singoli dei precedenti album di Zucchero. Ma la gente ama farsi prendere per il culo? Io spero di no, anche se certi segnali sono chiari.
postato da munnezza |
03:25 |
lunedì, maggio 03, 2004
"Ecco perché è vero che siamo una civiltà superiore" L'altro giorno ho letto per la prima volta Libero, il quotidiano del nostro Feltri. L'ho divorato in meno di un'ora. Lo ammetto: era un momento che aspettavo da tempo. Ed è stato fantastico. Più o meno come lo immaginavo. A parte l'insipidezza culturale di alcuni suoi giornalisti (purtroppo per Feltri e compa... ehm.. camerati, partire da assunti sbagliati e/o incompleti e/o palesemente partigiani porta a conclusioni sbagliate e/o incomplete e/o partigiane, nonostante il ragionamento logico non faccia una piega: chi glielo spiega?), la cosa più bella che ho notato è stata un'altra: praticamente nove articoli su dieci cominciano con una citazione o un riferimento ad altri quotidiani (Manifesto, L'Unità e Repubblica i più gettonati) di uno o due giorni prima. Davvero buffo: più che articoli di un giornale, sembrano recensioni di articoli di altri giornali. Naturalmente, a tutto vantaggio della concorrenza, che approfitta della pubblicità gratuita. Semmai giornali sostenuti da finanziamenti politici (non sto parlando dei quotidiani di partito, che almeno hanno una storia), e non quindi dalle proprie vendite, percepiscano una qualche forma di concorrenza che non sia quella di chi lecca più il culetto del padrone. Comunque, una bella esperienza. Divertente. Da ripetere, prima o poi. Magari più in là.
postato da munnezza |
02:07 |
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